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La Fontana del Moro, una delle tre fontane monumentali di Piazza Navona

Soggiornare all’Eitch Borromini significa immergersi nella storia e godere della bellezza di una delle piazze più suggestive di Roma e del mondo. Oltre al meraviglioso Palazzo Pamphilj, al Collegio Innocenziano, che ospita la nostra struttura, e alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone, è possibile ammirare anche le tre fontane monumentali presenti nella piazza: la Fontana dei Quattro Fiumi, la Fontana del Nettuno e la Fontana del Moro.

La Fontana del Moro è posta sul lato meridionale della piazza e fu realizzata nel 1574 da Giacomo Della Porta su commissione di Papa Gregorio XIII. Il progetto prevedeva una vasca in marmo poggiata su due gradini e come ornamento dei mostri marini che si alternavano a un drago e un’aquila, stemmi araldici della famiglia del papa, inoltre vi erano i quattro tritoni che non erano stati utilizzata per la fontana di Piazza del Popolo e dei gruppi rappresentanti un mascherone tra due delfini.Al centro un gruppo di scogli dai quali fuoriusciva dell’acqua.

Nel 1651 Papa Innocenzo X affidò al Bernini l’ampliamento della fontana con la rimozione dei gradini e della cancellata che le era stata costruita intorno e la realizzazione di una vasca esterna più grande. Questo ampliamento e abbellimento riguardava solo questo lato della piazza poiché era stato da poco realizzato Palazzo Pamphilj, di proprietà del Papa e nel quale abitava la potente cognata Donna Olimpia Maidalchini.

Il Bernini in principio ornò la fontana con tre delfini che sorreggevano nell’alto una lumaca, ma a Papa Innocenzo X non piacque affatto e l’anno dopo fece spostare l’intera scultura nel "Giardino delle delizie" di Donna Olimpia (cognata del Papa) a Trastevere, nei pressi del porto di Ripa, dove abitava. La base della fontana è a tutt'oggi nel giardino, mentre l'originale è in restauro e una copia dell'originale attualmente si trova a Villa Pamphilj.

Il Bernini quindi realizzò una nuova opera questa volta molto apprezzata dal Pontefice: un grande e possente tritone che da una grossa conchiglia tiene con forza un delfino e con le gambe lo strangola facendogli fuoruscire l’acqua dalla bocca. L’artista infatti amava sempre dare una logica e spettacolare giustificazione all’uscita dell’acqua dalle fontane.

Inoltre eliminò i gradini e la balaustrata e allargò attorno alla vasca una piscina a livello del suolo.

Il nome della fontana, prima “dell’Etiope” e poi “del Moro” si deve ai tratti somatici della figura che richiama quello di un uomo di colore anche se, secondo un’altra versione, il Bernini si sarebbe ispirato alla statua di Pasquino per fare un dispetto al Papa visto che in quell’epoca, alle statue parlanti, venivano attaccati versi satirici e critiche contro i nobili e il clero.

Nel 1874 tutte le sculture della fontana vennero tolte e trasferite e furono sostituite da copie di Luigi Amici. Recentemente sono state restaurate ma le originali sono state messe in altre fontane, i tritoni ad esempio si trovano nella fontana del laghetto di Villa Borghese.

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